Si può essere esclusi da un concorso per un tatuaggio?

È legittima l’esclusione dal concorso di un candidato che vuole fare il Carabiniere e che presenta sulla coscia destra un vistoso tatuaggio. Infatti, è il bando stesso a determinare l’esclusione dei candidati che presentano visibili tatuaggi


12 Maggio 2022

È legittima l’esclusione dal concorso di un candidato che vuole fare il Carabiniere e che presenta sulla coscia destra un vistoso tatuaggio. Infatti, è il bando stesso a determinare l’esclusione dei candidati che presentano visibili tatuaggi.

Ad un concorso indetto per l’Arma dei Carabinieri, il candidato ricorre al Consiglio di Stato, impugnando la sentenza del Tar. Quest’ultimo aveva respinto il ricorso presentato, al fine di annullare il provvedimento con cui la Commissione del Comando dell’Arma dei Carabinieri aveva comunicato la sua inidoneità psico-fisica.

Nel bando del concorso, all’art.10, co. 7, si determina la non idoneità nel caso in cui il candidato presenti tatuaggi visibili con ogni tipo di uniforme. Anche nel caso di quella ginnica, ovvero, pantaloni e maglietta.

Il tatuaggio del candidato, con l’uniforme ginnica, non era visibile quando restava in posizione eretta. Tuttavia, quando si sedeva o piegava sulle ginocchia, il tatuaggio risultava molto visibile.

Secondo il Tar, le tesi del ricorrente non erano condivisibili poiché i Carabinieri potrebbero essere chiamati a svolgere funzioni che richiedono di indossare la tuta ginnica. Il tatuaggio, in questi casi, potrebbe rivelarsi come un segno identificativo negativo.

Secondo il ricorrente, la visibilità del tatuaggio è da attribuire principalmente alla misura errata del pantaloncino, ritenuto troppo corto per le sue misure. Tuttavia, secondo la Commissione, l’appellato non ha dato prova di quale dovesse essere la taglia adatta per lui.