L’industria italiana è rallentata

È il primo mese “pieno” in cui l’industria si ritrova ad affrontare l’impatto della guerra in Ucraina. Tuttavia, gli effetti più importanti in merito alla scarsità delle forniture di Russia e Ucraina si vedranno da aprile in poi


11 Maggio 2022

A marzo, l’industria italiana ha rallentato il passo, portando in rosso il bilancio del primo trimestre.

È il primo mese “pieno” in cui l’industria si ritrova ad affrontare l’impatto della guerra in Ucraina. Tuttavia, gli effetti più importanti in merito alla scarsità delle forniture di Russia e Ucraina (come acciaio, fumo nero, ghisa, grano e argille) si vedranno da aprile in poi.

Qualche effetto diretto è visibile anche dal lato dell’export, dimezzato durante il mese di marzo verso la Russia. Dimezzamento che vale 300 milioni di euro.

A marzo, l’industria italiana ha visto un rallentamento, non una caduta. Il rallentamento ha interessato abbigliamento, industrie tessili, accessori, pelle, computer, elettronica, macchinari e attrezzature n.c.a.

Da un lato, una grossa massa di ordini continua a rimanere solida, in Italia e in Europa. Dall’altro, le difficoltà incontrate nella produzione e nel rispetto dei tempi di consegna, impongono revisioni costanti dei listini. Questo ostacola la costruzione di offerte con margini positivi.

È stato un marzo non particolarmente brillante nemmeno per la Germania, con un 3,5% mensile contro il 3,9% dell’anno scorso.