Ingiuste detenzioni: quanto paga lo Stato

Lo Stato, l’anno scorso ha pagato 24 milioni e mezzo di euro per il risarcimento di chi è stato sottoposto a carcerazione preventiva ingiustamente


19 Maggio 2022

Lo Stato, l’anno scorso ha pagato 24 milioni e mezzo di euro per il risarcimento di chi è stato sottoposto a carcerazione preventiva ingiustamente. L’importo medio dei risarcimenti, invece, corrisponde a 43mila euro.

I dati sono relativi al 2021. Sono i dati riportati nella Relazione Annuale riguardo le “Misure cautelari e riparazione per ingiusta detenzione – 2021”. La Relazione è stata presentata al Parlamento dal Ministero della Giustizia.

Sono dati che fanno discutere, anche se i 24 milioni e mezzo sono un conto decisamente meno salato se paragonati ai 37 milioni del 2020.

I magistrati finiti sotto procedimento disciplinare, invece, dal 2019 al 2021 sono cinquanta. Sono magistrati coinvolti in scarcerazioni oltre i termini di legge. Nessun procedimento, però, si è concluso con una condanna.

Nel 2020, i provvedimenti di riparazione per ingiusta detenzione sono stati 750, con un importo medio corrisposto di 50mila euro. Nel 2021, i provvedimenti si sono assestati intorno a 565 e l’importo corrisposto intorno i 43mila euro.

Gli Uffici Giudiziari del Sud tendono ad essere più “generosi”: la Corte di Appello di Reggio Calabria ha emesso più di 6 milioni, con un importo medio corrisposto di 88mila euro.

Nel rapporto si segnalano anche i ritardi nelle scarcerazioni da parte dei magistrati. 27 sono tuttora in corso.

Il Ministero ha chiarito, nella presentazione dei dati, che il riconoscimento del diritto alla riparazione per ingiusta detenzione «non è di per sé, indice di sussistenza di responsabilità disciplinare a carico dei magistrati che abbiano richiesto, applicato e confermato il provvedimento restrittivo risultato ingiusto».

La ministra Marta Cartabia, al question time, ha confermato che in questi giorni comincerà la sperimentazione per i poliziotti penitenziari delle bodycam.