Il deterioramento cognitivo causato dal Covid

Il sintomo potrebbe emergere a distanza di mesi dall’infezione. Per alcuni è irreversibile


5 Maggio 2022

Un recente studio ha portato alla luce un nuovo campanello d’allarme per quanto riguarda la sindrome del Long Covid. Parliamo, dunque, di tutti quei sintomi che compaiono anche a distanza di mesi dall’infezione.

Dalla ricerca emerge che il cervello potrebbe invecchiare di vent’anni a causa del ricovero in ospedale. Gli esperti dell’Università di Cambridge hanno evidenziato che il nuovo sintomo comporta una perdita di 10 punti dal proprio quoziente intellettivo.

Molti studi avevano già compreso che il virus danneggia le funzioni cerebrali. Tuttavia, i ricercatori britannici spiegano che questo è il primo studio a valutare in maniera rigorosa le conseguenze che questo sintomo comporta.

I ricercatori hanno testato le capacità cognitive di circa 46 pazienti con un’età media di 50 anni. Tutti i pazienti sono stati ricoverati nel 2020 a causa dell’infezione da Covid. Circa un terzo delle persone in questione era stato collegato ai ventilatori. I pazienti sono stati sottoposti a diversi test di attenzione, memoria e ragionamento ad almeno sei mesi di distanza dal ricovero.

È emerso che, chi è guarito dalle forme più severe di covid, ha tempi di risposta più lunghi rispetto ai pazienti con Covid lieve. I pazienti che hanno ottenuti i punteggi peggiori sono quelli che hanno avuto bisogno della ventilazione meccanica per superare la malattia.

Il deterioramento cognitivo nei sopravvissuti al Covid non è molto distante rispetto a quello osservato nel normale processo di invecchiamento che avviene dai 50 ai 70 anni. Alcuni pazienti hanno recuperato gradualmente le capacità cognitive nei mesi successivi all’infezione. Altri, invece, potrebbero non recuperare mai la loro intelligenza precedente.

«Abbiamo seguito alcuni pazienti fino a dieci mesi dopo la loro infezione acuta, quindi siamo stati in grado di vedere un miglioramento molto lento. Ma è molto probabile che alcuni di questi non si riprendano mai completamente», queste le parole dell’autore dello studio, David Menon. L’invecchiamento prematuro potrebbe essere causato dal virus che riduce l’ossigenazione al cervello, oppure dall’infiammazione dei tessuti cerebrali che si verifica quando il corpo cerca di combattere l’infezione.