Gli Stati membri sono responsabili dei danni alla salute a causa dell’inquinamento atmosferico?

Un cittadino di Parigi ha richiesto allo stato francese 21 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. Secondo il cittadino, l’aumento dell’inquinamento atmosferico nella zona in cui ha vissuto avrebbe compromesso il suo stato di salute


5 Maggio 2022

Un cittadino di Parigi ha richiesto allo stato francese 21 milioni di euro a titolo di risarcimento danni. Secondo il cittadino, l’aumento dell’inquinamento atmosferico nella zona in cui ha vissuto avrebbe compromesso il suo stato di salute.

Nel 2019, la Corte ha stabilito che i valori limite per il biossido di azoto nella zona di Parigi erano stati ampiamente superati da tempo. Infatti, il Consiglio di Stato francese ha constato un superamento continuato dei limiti di inquinamento prestabiliti fino al 2020. Inoltre, sono stati rilevati superamenti nei valori di PM10 dal 2018 al 2019.

Secondo l’avvocato generale Juliane Kokott, la violazione dei valori fissati dall’Unione Europea per la protezione della qualità dell’aria può dar luogo a richieste di risarcimento. Le reali difficoltà, in questo caso, riguardano la dimostrazione di un nesso causale diretto tra i danni alla salute e la violazione delle norme della qualità dell’aria.

Per poter procedere con la causa, il cittadino in questione dovrà dimostrare di aver soggiornato per lungo tempo in un ambiente in cui i valori della qualità dell’aria sono stati violati in modo rilevante. Inoltre, sono necessarie perizie mediche periodiche per dimostrare il nesso di causalità diretto tra il danno e la qualità dell’aria del luogo in cui si è soggiornato.

Qui il comunicato stampa della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.