Gli avvocati italiani più famosi nella storia

Le storie degli avvocati più famosi d’Italia, che hanno fatto la storia


12 Maggio 2022

Gli avvocati nella storia

Degli avvocati si parla già nell’antica Roma. Infatti, il nome stesso è di derivazione latina.

Advocatus deriva dal verbo advoco, che significa “chiamato a me”. Nell’antica Roma, gli avvocati avevano un ruolo civico, e non venivano pagati dai loro clienti. Possiamo citare, tra gli avvocati famosi della storia romana, Gaio, Paolo, Modestino, Eneo Domizio Ulpian e Papiniano.

Lidia Poët

La prima donna ad iscriversi all’ordine degli avvocati fu Lidia Poët, una donna intelligente, caparbia e molto attenta ai diritti delle donne. Infatti, la sua tesi di laurea parlava proprio del diritto di voto delle donne.

Il procuratore generale della Corte d’Appello di Torino, purtroppo, revocò la sua iscrizione all’ordine, che avvenne il 9 agosto 1883. Anche se non servì a nulla, Lidia presentò un articolato ricorso. Decise, infine, di continuare a esercitare la professione. Non si arrese, e lavorò nello studio legale del fratello.

Lidia, alla fine della prima guerra mondiale, dopo aver ricevuto una medaglia per il suo contributo di crocerossina, ottenne finalmente l’iscrizione all’albo. Infatti, il 17 luglio 1919, fu promulgata la legge Sacchi, che consentiva alle donne l’acceso agli uffici pubblici.

Pietro Calamandrei

Un altro avvocato famoso in Italia fu Pietro Calamandrei, considerato il padre del codice di procedura civile del 1940. Si laureò a Pisa, nel 1912. Successivamente, nel 1915, diventò professore di procedura civile all’Università di Messina.

Calamandrei puntò l’attenzione sul lato umano della professione forense, e sottolineò la centralità del cliente. È rimasta nella storia anche la decisione dell’avvocato di non sottoscrivere la lettera di sottomissione a Mussolini.

Per questo motivo, Calamandrei fu obbligato a dimettersi dal suo incarico universitario, che riprese subito dopo la caduta del fascismo.

Tina Lagostena Bassi

Tina Lagostena Bassi fu una nota avvocatessa per la sua attenzione verso i diritti delle donne. Divenne famosa a livello nazionale per il suo ruolo di avvocato difensore di Donatella Colasanti, vittima del massacro del Circeo.

Il processo, trasmesso dalla RAI, ruppe il muro di omertà che avvolgeva le violenze sulle donne. Fu Bassi a portare la parola stupro all’interno dei tribunali alla fine degli anni ’70.

Il suo impegno si tradusse anche nella fondazione della linea di aiuto telefonica Telefono Rosa.

Enrico De Nicola

Enrico de Nicola fu molto importante per l’ordine: fu, infatti, fondatore della cassa previdenziale degli avvocati. Primo Presidente della Repubblica dopo la caduta del regime fascista, De Nicola cercò di conciliare il suo impegno politico con l’esercizio della professione.

De Nicola aveva il suo studio legale a Napoli. Da lui è dipesa la formazione legale di molti avvocati importanti per il nostro Paese. Tra i suoi allievi, infatti, troviamo il presidente Giovanni Leone e il giurista Francesco De Martino.