Covid: che cosa ci riserva il futuro?

Anche se il peggio della pandemia sembra alle spalle, i governi non possono «fingere che la crisi sia finita solo perché la mortalità si è ridotta: per molti cittadini ci saranno ancora molti anni di difficoltà e sfide»


19 Maggio 2022

Non sarà semplice sconfiggere il Covid

Di fronte a noi ci sono molti anni di «sfide e difficoltà». Sconfiggere il Covid non sarà così semplice. Tuttavia, l’alto tasso di vaccinazione e immunizzazione della popolazione mondiale (che al momento si attesta intorno al 60%) potrebbe fare la differenza.

Questo è ciò che pensano gli esperti dell’International Science Council, che riunisce più di 200 associazioni scientifiche. In un documento pubblicato recentemente, sono stati mostrati tre scenari possibili per il nostro futuro.

Anche se il peggio della pandemia sembra alle spalle, i governi non possono «fingere che la crisi sia finita solo perché la mortalità si è ridotta: per molti cittadini ci saranno ancora molti anni di difficoltà e sfide».

I diversi scenari

Lo scenario più ottimistico vede l’80% del mondo vaccinato. L’80% di persone vaccinate corrisponde a 6,7 miliardi di persone immunizzate con almeno due dosi.

In tal modo, molte vite potrebbero essere salvate e verrebbe ridotto anche il rischio di sviluppare nuove varianti. Dunque, il Covid non se ne andrebbe in maniera definitiva, ma diverrebbe molto più gestibile.

Un altro scenario, il più probabile, considera un tasso di vaccinazione al 70% a causa della miopia di molti governi. Il virus diventerebbe endemico, con dei picchi che travolgerebbero i sistemi sanitari. Bisognerebbe avere sempre «vaccini aggiornati e l’uso di farmaci antivirali».

Questo scenario risulta molto probabile poiché attualmente abbiamo il 60% di popolazione vaccinata con almeno due dosi. Tuttavia, ci sono ancora molte differenze: l’Europa è al 73%, gli Usa al 66% e l’Africa è sotto il 20%.

Un terzo scenario, decisamente pessimistico, ipotizza una riduzione dell’adozione di vaccini, conseguente a eventuali populismi, nazionalismi, e tensioni geopolitiche. In questo caso il virus potrebbe rimanere incontrollato, con molte recidive in tutto il mondo.

L’impatto non riguarderebbe soltanto la salute fisica delle persone, ma anche l’economia e la salute mentale.

Secondo il presidente dell’International Science Council «non dobbiamo avere una visione ristretta della pandemia o minimizzare gli impatti della pandemia oltre quelli sanitari, altrimenti le ineguaglianze cresceranno e le conseguenze saranno avvertite in ogni società e in ogni Paese».