Bucha: indagini in corso per confermare i crimini di guerra

Karim Khan, capo della Cpi, lo scorso 13 aprile ha visitato personalmente la scena del crimine. Un evento senza precedenti


21 Aprile 2022

A bucha è accaduto l’inferno

Per la prima volta nella storia, il capo della Cpi (Corte Penale Internazionale dell’Aja) ha visitato personalmente la scena del crimine. Lo scorso 13 aprile, infatti, l’avvocato britannico Karim Khan è volato a Bucha: «Siamo qui perché abbiamo motivi ragionevoli per credere che vengano commessi crimini all’interno della giurisdizione del tribunale. Dobbiamo dissolvere la nebbia della guerra per arrivare alla verità». Assieme a Khan, era presente anche una squadra di investigatori, composta da medici legali, periti balistici e specialisti della polizia scientifica.

Anatoliy Fedoruk, sindaco di Bucha, ha affermato che durante l’occupazione dell’esercito russo, un abitante su cinque è stato ucciso. In molti hanno parlato di genocidio e di stragi pianificate. Altri, hanno affermato che a Bucha sono avvenuti crimini contro l’umanità. Quel che è certo, è che è accaduto l’inferno.

Verranno effettuate centinaia di autopsie per comprendere e certificare la causa dei decessi. Verrà confermato, una volta per tutte, se i proiettili conficcati nei corpi dei civili appartengono o meno alle forze armate russe. Inoltre, verranno raccolte migliaia di testimonianze dirette della popolazione ucraina che ha assistito ai massacri.

Le immagini delle fosse comuni e dei civili giustiziati con le mani legate hanno scosso il mondo intero. La Cpi si è mossa con grande rapidità, anche grazie alle testimonianze dei massacri venute a galla grazie ai video e alle interviste ai superstiti.

La propaganda del Cremlino ha parlato di “messa in scena ucraina”, negando gli eccidi e definendo come “figuranti” i corpi abbandonati sul ciglio delle strade. Grazie ad una mappa delle esazioni, verrà verificato se c’è stata una pianificazione dei massacri e una volontà russa di “de-ucranizzare” il territorio.

Per la prima volta ci sarà la possibilità di attribuire le effettive responsabilità dei crimini di guerra, con una certa rapidità. Secondo l’avvocato Emmanuel Daoud, specialista di diritto penale internazionale, «in questo caso le indagini penali e l’individuazione dei fatti saranno molto più veloci rispetto a quanto accaduto in altri teatri di guerra e di crimini contro l’umanità come nell’ex Yugoslavia oppure in Sudan».