Avvocati e Pnrr: incompatibilità della professione

L’esercizio d’avvocatura non può essere esposto a rischi di conflitti di interesse


PNRR

11 Novembre 2021

Conflitto d’interessi tra la professione forense e la Pubblica Amministrazione

La norma sul conferimento degli incarichi all’interno della PA ai professionisti contrasta con il regime di incompatibilità della professione forense. In effetti, questa dovrebbe essere riformulata per tutelare gli avvocati dai rischi di conflitti di interesse tra libera professione e lavoro pubblico. Questo è quanto delineato dall’articolo 27 del decreto legge 27 ottobre 2021 sull’attuazione del Pnrr, approvato dal Cdm ma non ancora pubblicato in Gazzetta.

Cnf, Ocf e Cassa Forense discutono con Brunetta e Governo per il Pnrr

Sono Cnf, Ocf e Cassa forense a rilevare il problema e inviano quindi una nota congiuntiva a Brunetta e Cartabia. Scrivono che l’auspicio è che il Governo disponga una riformulazione dell’articolo 27 del decreto legge. Inoltre, chiedono che sia integrata una causa specifica di sospensione dall’esercizio professionale qualora vi sia reclutamento di avvocati negli uffici della PA.

I vertici dei tre organismi spiegano che l’esercizio d’avvocatura non può essere esposto a rischi di conflitti di interesse e condizionamenti alla sua indipendenza e autonomia. Inoltre, lo stesso discorso vale per le forme di concorrenza sleale che si andrebbero a creare nell’ambito della categoria. Questo è ciò che sancisce la legge professionale del 2012 e dal Codice deontologico forense.  

Avvocati incompatibili negli uffici della Pubblica Amministrazione?

Dunque, un esempio: un avvocato viene assunto come operatore nell’ambito dell’Ufficio per un processo. Lì svolge la sua attività lavorativa al Tribunale ma esercita contestualmente la professione forense. Effettivamente, si tratterebbe non solo di conflitto d’interesse ma anche di un rischio di compromissione della corretta amministrazione di giustizia.

Di conseguenza, Cnf, Ocf e Cassa Forense fanno notare che la norma deve essere chiarita anche per quanto concerne la previdenza, così da evitare di danneggiare la posizione contributiva degli avvocati. Infatti, non si può mettere in discussione la correlazione fra iscrizione all’Albo professionale e iscrizione a Cassa Forense.

Difatti, si creerebbero effetti a catena dannosi per:

  • i professionisti, che vedrebbero limitato il loro versamento previdenziale;
  • le Casse Forensi, poiché verrebbero private del gettito contributivo.